Il mare prima della guerra

Lo spirito con il quale mi approcciavo alla levità dei colori contrastava con la bellezza della natura stessa, ed era per me quasi impossibile liberarmi. Da questo, deriva il titolo di questa piccola serie: il percorso arriva ad un tavolo, dove spesso si siede una sola persona, o meglio una persona sola, da sola, non importa quanti siano i presenti.

Botteghe

Nulla di nuovo a mia memoria: Sergio Zavoli e Luigi Ghirri hanno detto tutto quello che serviva, almeno all’epoca, di una Italia in emersione dal fango di Gibellina e dai residui del piano Marshall. Tra insegne vecchie e nuove mi sono perso nel tempo, e solo qualche odore o sapore mi ha riportato agli scatti di sempre. Ecco il sapore dei salumi venduti dalla signora che chide la serie, che per me è la signora delle botteghe.

Hic manebimus optime

Le sedie mi conferiscono un senso di stabilità, siano esse traballanti, vecchie o con tre zampe (senza essere uno sgabello). In un certo modo mi fanno esclamare: “io sono qui”, consapevole di cosa osservo e di cosa mi circonda, per non farmi dimenticare che con il mondo si interagisce e non si strilla contro.

Farewell color 2021

E’ assolutamente verosimile che lo stato d’animo di una vita compressa abbia influenzato sia la selezione delle foto che l’impostazione degli scatti di tutto il 2021. Un colore che non emerge, non tanto in me quanto nel mondo. Eppure, la caponatina per un momento ha ricreato vivacità. I colori non cambiano, ma l’animo sì: mente, occhio, cuore.

2021

Una sintesi di un anno che passa attraverso per lo più malattie. Quello che è importante è che le malattie sono passate, e che la vita la si vive in avanti.

Hope regained

The selections for nursing employment in the Rome greater area hospitals were held throughout 2019, with more than 22,000 participants for about 300 available jobs (as stated by the Lazio Region). Eventually 5000 nurses were employed in the hospitals of Lazio during the emergency for the Covid-19 pandemic.

Elettrificazione

Più o meno belli, più o meno simbolici, ci guardano dall’alto come Gig Robot o come una creatura delle paurose tavole del Rorschach, a seconda che tu sia di buonumore o meno. Eppure, nel loro impicciare in mezzo al paesaggio, danno un senso di dinamicità molto più delle pale eoliche o, peggio che mai, dei tralicci della telefonia mobile mascherati da alberi improbabili.

Just look at the pictures

E’ inutile che io commenti Robert Mapplethorpe: ci hanno pensato, per un verso o per un altro, critici e psichiatri. Io ho provato a guardare solo (in termini tecnici) le foto, e non ho nulla da eccepire, anzi ho imparato moltissimo. Nella vita, tuttavia, il lavoro è uno strumento per vivere, e chi vive è l’Uomo. Vivere per lavorare è patologico e un tantino narcisistico. Quindi, JLATP non è proprio una cosa che viene immediata con Mapplethorpe, ma che alla fine ci riporta ad un sano apprezzamento dell’equilibrio anche in presenza della creatività. Vi mostro tre mie foto che fanno il verso – A tribute to – all’autore.

Il BarLume

Non ho mai ricevuto grandi emozioni dalla comicità toscana, tuttavia non posso negare che alcune situazioni sono buffe, soprattutto quando sono delicate e démodé.

Questi vecchietti del BarLume mi hanno fatto sempre un po’ tenerezza, ed io me li sono immaginati un po’ ovunque nelle mie gite, a vederli parlare e fare congetture su chissà cosa.

Sfortunatamente, quel bar si immancabilmente si svuota, e le congetture ci si riduce a farle con un cellulare senz’anima.

Shooting my Holy Land

Sono stato ispirato da Josef Koudelka nel produrre retrospettivamente una serie di fotografie che dipingessero i contrasti della vita immersi nella realtà della mia personale terra italica, che santa non è e che mai forse lo diventerà. Arabeggiante colonna sonora di Black Hawk Down nel mio paese dove l’equilibrio è fuori moda e che stenta a prendere la via di fuga da una sciatteria morale.

Il futuro non appartiene ai deboli di cuore, ma ai coraggiosi.