Farewell color 2021

E’ assolutamente verosimile che lo stato d’animo di una vita compressa abbia influenzato sia la selezione delle foto che l’impostazione degli scatti di tutto il 2021. Un colore che non emerge, non tanto in me quanto nel mondo. Eppure, la caponatina per un momento ha ricreato vivacità. I colori non cambiano, ma l’animo sì: mente, occhio, cuore.

2021

Una sintesi di un anno che passa attraverso per lo più malattie. Quello che è importante è che le malattie sono passate, e che la vita la si vive in avanti.

Hope regained

The selections for nursing employment in the Rome greater area hospitals were held throughout 2019, with more than 22,000 participants for about 300 available jobs (as stated by the Lazio Region). Eventually 5000 nurses were employed in the hospitals of Lazio during the emergency for the Covid-19 pandemic.

Elettrificazione

Più o meno belli, più o meno simbolici, ci guardano dall’alto come Gig Robot o come una creatura delle paurose tavole del Rorschach, a seconda che tu sia di buonumore o meno. Eppure, nel loro impicciare in mezzo al paesaggio, danno un senso di dinamicità molto più delle pale eoliche o, peggio che mai, dei tralicci della telefonia mobile mascherati da alberi improbabili.

Just look at the pictures

E’ inutile che io commenti Robert Mapplethorpe: ci hanno pensato, per un verso o per un altro, critici e psichiatri. Io ho provato a guardare solo (in termini tecnici) le foto, e non ho nulla da eccepire, anzi ho imparato moltissimo. Nella vita, tuttavia, il lavoro è uno strumento per vivere, e chi vive è l’Uomo. Vivere per lavorare è patologico e un tantino narcisistico. Quindi, JLATP non è proprio una cosa che viene immediata con Mapplethorpe, ma che alla fine ci riporta ad un sano apprezzamento dell’equilibrio anche in presenza della creatività. Vi mostro tre mie foto che fanno il verso – A tribute to – all’autore.

Il BarLume

Non ho mai ricevuto grandi emozioni dalla comicità toscana, tuttavia non posso negare che alcune situazioni sono buffe, soprattutto quando sono delicate e démodé.

Questi vecchietti del BarLume mi hanno fatto sempre un po’ tenerezza, ed io me li sono immaginati un po’ ovunque nelle mie gite, a vederli parlare e fare congetture su chissà cosa.

Sfortunatamente, quel bar si immancabilmente si svuota, e le congetture ci si riduce a farle con un cellulare senz’anima.

Shooting my Holy Land

Sono stato ispirato da Josef Koudelka nel produrre retrospettivamente una serie di fotografie che dipingessero i contrasti della vita immersi nella realtà della mia personale terra italica, che santa non è e che mai forse lo diventerà. Arabeggiante colonna sonora di Black Hawk Down nel mio paese dove l’equilibrio è fuori moda e che stenta a prendere la via di fuga da una sciatteria morale.

Il futuro non appartiene ai deboli di cuore, ma ai coraggiosi.

Koudelka de noantri

Difficile pensare che uno come me, figlio di americana figlia di emigrati italiani anni’20, figlio di padre italiano che ha vissuto a Rodi e i cui genitori erano di Viterbo e di Santa Maria Capua Vetere, uno come me che ha abitato a New York poi a Roma e poi a Viterbo passando per Montefiascone, beh è difficile pensare che abbia radici.

Sembro più Pasquale Ametrano, con la stessa capacità di utilizzare in maniera propria la sua mitica frase finale in calabrese.

Zio Josef (Koudelka) mi ha stimolato a rielaborare le mie foto archeologiche, scegliendo tra molte quelle che più o meno facessero il verso, più o avvicinandosi lontanamente, al suo progetto di lunghissimi anni esposto nella mostra “Radici” all’Ara Pacis di Roma.

Dice Cristiano, Magister Imaginis, che è proprio quel lontanamente che ci frega. Tuttavia, la fotografia è un momento dell’animo che rende più concreto quell’idea di creazione disegnata nella mente, anche con un semplice ritaglio 6×17.

Le foto sono state scattate a Selinunte, Segesta, Atene, Olimpia, Lecce, Ferento, Roma.

Salento high key

Bisognerebbe capire se veramente sia stato necessario l’intervento di cataratta che ho subìto a Gennaio. Prima non miravo con l’occhio destro, adesso sono accecato con l’occhio destro. Alla fine, la mente è sempre in contrasto con la vista. Fortunatamente, decide e vince sempre il cuore, sensibile agli abbagli di particolari emozioni.

Uncommon Salento

Chi cammina ha sempre un motivo per farlo, e non è difficile intuire quanto si affondi nella sabbia se non si è leggeri, di corpo e di cuore. Africani giovani e vecchi, pesanti nel carico ma spesso nell’apparenza leggeri, italiani sicuramente pesanti nell’incedere ma chissà se così leggeri nel fatalismo della vita.

La mia storia di un caldo africano in Italia, vista tra un telo e un cocco al microfono