Burri l’irriducibile

Luisa, nell’osservare le sperimentazioni di Alberto Burri, mi dice: “E’ possibile che tu non ti faccia uscire qualcosa di geniale? Tutto ha un senso: Burri medico, che viene fatto prigioniero e deportato in Texas dagli americani, dopo la sofferenza della guerra ritrova l’afflato artistico, geniale e schivo, nella sua patria. A guardarmi allo specchio, la mia vita ripercorre alcune tappe dell’artista: nato in Italia, “trasportato” in America e poi “deportato” in Italia, non trova altra vena che fare il medico e scoprire in vecchiaia quello che a 16 anni era emerso proprio a New York: la voglia di fare fotografia. Di fronte al rigore progettuale, cromatico e geometrico di Burri, il mio atteggiamento è molto più simile a quello di preparazione di una ratatouille. La produzione di Burri è vasta e fruibile in maniera molto piacevole a Palazzo Albizzini in Città di Castello.

Farewell color 2021

E’ assolutamente verosimile che lo stato d’animo di una vita compressa abbia influenzato sia la selezione delle foto che l’impostazione degli scatti di tutto il 2021. Un colore che non emerge, non tanto in me quanto nel mondo. Eppure, la caponatina per un momento ha ricreato vivacità. I colori non cambiano, ma l’animo sì: mente, occhio, cuore.

2021

Una sintesi di un anno che passa attraverso per lo più malattie. Quello che è importante è che le malattie sono passate, e che la vita la si vive in avanti.