Giostra di Simone a Montisi

Montisi, una frazione di Montalcino scoperta per caso, che rievoca una o due volte per estate con una giostra medievale la cacciata di un tiranno di nome Simone – la storia si ripete sempre 😉 Il posto è ameno, si mangia molto bene e la giostra è molto divertente, nel puro spirito senese con sberleffi, schiene girate alla Braveheart ed esultanze imbevute di Brunello e un non so che di salsiccia. Andrea Vernaccini, fantino trionfatore 2022 della contrada di Castello, sarà pure bravissimo, ma alla fine, comunque, vince sempre il cavallo.

Il mare prima della guerra

Lo spirito con il quale mi approcciavo alla levità dei colori contrastava con la bellezza della natura stessa, ed era per me quasi impossibile liberarmi. Da questo, deriva il titolo di questa piccola serie: il percorso arriva ad un tavolo, dove spesso si siede una sola persona, o meglio una persona sola, da sola, non importa quanti siano i presenti.

Botteghe

Nulla di nuovo a mia memoria: Sergio Zavoli e Luigi Ghirri hanno detto tutto quello che serviva, almeno all’epoca, di una Italia in emersione dal fango di Gibellina e dai residui del piano Marshall. Tra insegne vecchie e nuove mi sono perso nel tempo, e solo qualche odore o sapore mi ha riportato agli scatti di sempre. Ecco il sapore dei salumi venduti dalla signora che chide la serie, che per me è la signora delle botteghe.

Hic manebimus optime

Le sedie mi conferiscono un senso di stabilità, siano esse traballanti, vecchie o con tre zampe (senza essere uno sgabello). In un certo modo mi fanno esclamare: “io sono qui”, consapevole di cosa osservo e di cosa mi circonda, per non farmi dimenticare che con il mondo si interagisce e non si strilla contro.

Farewell color 2021

E’ assolutamente verosimile che lo stato d’animo di una vita compressa abbia influenzato sia la selezione delle foto che l’impostazione degli scatti di tutto il 2021. Un colore che non emerge, non tanto in me quanto nel mondo. Eppure, la caponatina per un momento ha ricreato vivacità. I colori non cambiano, ma l’animo sì: mente, occhio, cuore.

2021

Una sintesi di un anno che passa attraverso per lo più malattie. Quello che è importante è che le malattie sono passate, e che la vita la si vive in avanti.

Hope regained

The selections for nursing employment in the Rome greater area hospitals were held throughout 2019, with more than 22,000 participants for about 300 available jobs (as stated by the Lazio Region). Eventually 5000 nurses were employed in the hospitals of Lazio during the emergency for the Covid-19 pandemic.

Il BarLume

Non ho mai ricevuto grandi emozioni dalla comicità toscana, tuttavia non posso negare che alcune situazioni sono buffe, soprattutto quando sono delicate e démodé.

Questi vecchietti del BarLume mi hanno fatto sempre un po’ tenerezza, ed io me li sono immaginati un po’ ovunque nelle mie gite, a vederli parlare e fare congetture su chissà cosa.

Sfortunatamente, quel bar si immancabilmente si svuota, e le congetture ci si riduce a farle con un cellulare senz’anima.

Tears for fears

Il mio sguardo si perde verso la val di Cecina su un tornante, con un panorama a me sconosciuto, e mi viene in mente il nome del gruppo musicale.

Nulla di più appropriato dopo la visita all’ex manicomio di Volterra, sperdutamente abbandonato su una collina, in mezzo a un boschetto, diroccato, transennato. Insomma, è chiuso. 

Un luogo delle anime perse, come ci dice Andrea, figlio di un infermiere psichiatrico volterrano, che ci guida attraverso le grida degli anni trenta nei corridoi dalle bianche mattonelle, l’elettroshock, i neurolettici, la lobotomia. 

NOF4, Fernando “Oreste” Nannetti da Roma, messo a Santa Maria della Pietà per oltraggio a pubblico ufficiale e poi trasferito a Volterra, se li fa un po’ tutti i reparti e si becca anche la peggiore contenzione (ironicamente proprio Charcot si doveva fregiare di questa bella dedica di reparto); tuttavia lui scrive la sua vita di libertà su 180 metri di muro del padiglione giudiziario Ferri con la fibbia della sua cinta in 10 anni, il suo “elemento umano che si allunga e si accorcia” vede la legge Basaglia – via i lucchetti! – ma lui muore lì, nel 1994. Da libero cittadino, ma non è tornato mai a Roma. 

Questa è la sua storia di inclusione.

Ognuno che si rivolge a noi per qualsiasi motivo esso sia, vuole essere ascoltato, e non solo udito, vuole la consapevolezza di colui con il quale si sta relazionando. Nel lavoro che svolgo tutti i giorni proprio la certezza della rapporto umano si sta affievolendo, per una sorta di prevaricazione o istinto di sopravvivenza dettati dalla paura, o più banalmente dalla mancanza di amore.  

Questa è una storia di ascolto, e di inclusione.